Attacchi di panico

Nella terapia degli attacchi di panico è importante non rimanere ancorati al sintomo, ma bisogna inserire il paziente e la sua vita in una cornice più ampia.

crisi di panico – Catania – Caltanissetta

I luoghi al chiuso e affollati potrebbero non rappresentare più un problema per il paziente che soffre di crisi di panino dopo essere guarito grazie alla psicoterapia // crisi di panico - Catania - Caltanissetta

Gli attacchi di panico posso sopraggiungere in qualsiasi momento ma spesso capitano nei luoghi molto affollati

“Mentre mi trovavo in un centro commerciale, situazione che vivo di frequente, all’improvviso ho avvertito un senso di nausea sempre più forte, la testa ha iniziato a girarmi, mi sentivo svenire, il respiro si è fatto pesante ed affannoso, ho iniziato a sudare freddo, non riuscivo a pensare, ero rigido e l’unica cosa che volevo era andare via da lì”.

Questa è una delle tante e diverse esperienze raccontate da pazienti che soffrono di attacchi di panico. Ogni racconto porta con sé il terrore di quei momenti, l’incredulità e la voglia di capire cosa sia successo e perché.

I sintomi degli attacchi di panico sono eclatanti, fanno paura a chi li prova in prima persona. Alcune delle paure tipiche legate a tali manifestazioni sintomatiche sono:

  • paura di morire
  • paura di impazzire
  • paura di perdere il controllo.

La crisi di panico porta con sé:

  • Palpitazioni, tachicardia
  • Sudorazione
  • Tremore
  • Sensazione di soffocamento
  • Dolore al petto
  • Nausea
  • Sensazione di svenimento o di testa leggera
  • Depersonalizzazione (sentirsi distaccati da se stessi)
  • Derealizzzazione (sensazione di irrealtà)

Quando una persona è in preda ad un attacco di panico si sente confuso, disorientato, non riesce a comportarsi in maniera adeguata, sente di non aver un controllo su ciò che sta vivendo.

La sensazione di impotenza crea una sorta di circolo vizioso che innesca l’escalation che porta alla crisi di panico.

Ad esempio, in una situazione avvertita come pericolosa si innescano dei pensieri di allerta: “potrebbe succedere qualcosa di pericoloso”; tali pensieri attivano delle risposte fisiologiche come sudorazione, tachicardia, tremore ecc., che creano ed innalzano l’ansia che determinerà, a sua volta, un blocco nell’azione, e nei pensieri, il soggetto non saprà come comportarsi e non sarà in grado di concentrarsi; tutti questi segnali “aumentano” nella persona in preda alla crisi la percezione che sta succedendo qualcosa di grave e fuori dal suo controllo, innalzando e potenziando ancora una volta le risposte fisiologiche dell’ansia e confermando sempre più la paura di stare per morire o impazzire.

Questo ciclo mostra abbastanza in linee generali come sorge e si manifesta una crisi di panico, infatti ogni persona presenterà degli aspetti assolutamente personali ed individuali.

Nella terapia degli attacchi di panico è importante non rimanere ancorati al sintomo, ma bisogna inserire il paziente e la sua vita in una cornice più ampia. Il contesto relazionale presente, la storia, gli eventi della vita, il futuro immaginato e progettato diventano fattori fondamentali per cercare di capire il senso e la natura dei sintomi mostrati dal paziente.

Ogni sintomo porta con sé un messaggio, come se fosse uno strumento di comunicazione disperato di qualcosa che non va, di paure profonde o di bisogni inconsapevoli. Il fatto che un sintomo permane per diverso tempo, può voler dire che porta con sé qualche effetto secondario positivo, difficile da vedere, ma necessario per il paziente e per il sistema in cui vive.

Raggiungere la consapevolezza di ciò che sta sotto al sintomo, in profondità, dei pensieri che precedono l’insorgere del disturbo, può rappresentare la via maestra per guarire e ritrovare il proprio benessere.

Questo tipo di approccio, insieme all’utilizzo di tecniche di gestione dell’ansia e di consapevolezza può portare il paziente ad una completa guarigione dall’attacco di panico.